Continua con Gigi Di Costanzo, mancino del Posillipo (ma il prossimo anno giocherà a Recco) e della Nazionale italiana, la rassegna dei probabili pallanuotisti rossoverdi che prenderanno parte alla prossima edizione dei Giochi Olimpici di Pechino. Una botta e risposta sulle sensazioni e sulle aspettative a due mesi dalla rassegna cinese.
Dieci domande per avvicinarci all'Olimpiade.
1) Sono trascorsi altri quattro anni: cosa è cambiato nella nostra pallanuoto dall'ultima Olimpiade ? "Mi auguro la voglia di riscattare il piazzamento poco brillante dell'ultima edizione". 2) Cosa rappresenta l'Olimpiade nella vita di un'atleta? "Per quello che mi riguarda, dico che niente vale un'Olimpiade. Se poi riesci a vincere anche una medaglia, è la consacrazione massima alla carriera". 3) E' sempre più importante - come diceva De Coubertin - partecipare che vincere ? "Tutte e due le cose sono importanti. Anzi, la prima è importante, la seconda è straordinaria". 4) Esiste ancora il concetto di fratellanza tra atleti di tutto il mondo? "Credo proprio di sì. Durante altre manifestazioni come gli Europei o i Mondiali esiste qualcosa di simile però è innegabile che l'Olimpiade è tutt'altra vita. C'è una magia intorno che ti conquista". 5) Il momento più bello di un'Olimpiade ? "Quello che sogni di vivere. Ognuno ha le proprie ambizioni e vive diversamente dagli altri ogni momento dei Giochi". 6) Previsioni per la nostra Nazionale ? "Sulla carta non siamo favoriti: meglio così. Ce la giocheremo con tutti e sarà bene non darci per spacciati perché l'Italia può essere una sorpresa". 7) Le squadre favorite ? "La Croazia negli ultimi anni ha lavorato benissimo. Insieme a Ungheria, Serbia e Montenegro sono le formazioni da battere. Almeno sulla carta, poi potrebbe venir fuori qualche outsider". 8) Meglio partire in pole-position o dalle retrovie? "Dipende. Diciamo però che avere tutti i favori dal pronostico dalla propria parte, non è il massimo. Dover vincere a tutti i costi fa salire eccessivamente la tensione". 9) E Di Costanzo come arriva a quest'Olimpiade ? "Con una mano che si è fratturata due volte... Scherzi a parte, sono nelle stessa condizione del mio amico Fabrizio (Buonocore). Quello che conta più di ogni altra cosa è guarire in fretta e avere la certezza di andare a Pechino. Dovrei farcela, ce la metterò tutta". 10) Sensazioni a sessanta giorni dal via ? "Curiosità, per il momento. Si va in un Paese che ha abitudini totalmente differenti e che ha il suo indubbio fascino. Non sarà un'Olimpiade banale e io voglio esserci".
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