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La Storia del Circolo Posillipo alle Olimpiadi
di Aldo Cuomo
Data: 31-05-2008
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La Vita Sportiva Di Gioia Fino Alla Seconda Olimpi

Gioia MarzoccaL'occasione per parlare un po' con Gioia l'ho trovata alla fine di una seduta di allenamento al Circolo. Rilassandoci dopo le fatiche della mattinata iniziamo a chiacchierare:
La prima cosa che mi viene in mente è che sei stata un po' sfortunata. Nel 2004, prima di Atene, ti sei fatta male al ginocchio e quest'anno, pochi mesi prima di Pechino, ti sei rotta il sesamoide. Come hai vissuto quest'ultimo perido?
"Figurati, ormai agli infortuni ci sono abituata anche se questo è stato particolarmente duro. All'inizio lo avevo sottovalutato, non gli ho dato la giusta importanza, come se mentalmente non volessi proprio accettarlo. Poi ho realizzato che era una cosa molto seria e che la mia priorità doveva essere il completo recupero"
Questo ti ha fatto fare delle scelte difficili, come quella di non partecipare alla ultime gare di qualificazione, mettendo a rischio la tua presenza a Pechino.
"Infatti, saltare le ultime gare è stato un rischio: non sapevo se i punti che avevo già conquistato prima dell'infortunio mi sarebbero bastati per ottenere la qualificazione, ma io ho voluto comunque fermarmi. Mi sono concessa il tempo per curarmi perchè voglio arrivare a Pechino al massimo delle mie possibilità per riuscire a dare il meglio di me. E' questo il mio obiettivo: avendo già fatto Atene non mi importa della sola partecipazione"
Torniamo un po' indietro... anche tu, come ci ha raccontato già Diego, nell'estate 2006 avevi deciso di lasciare l'attività per i problemi con l'ex-ct, vero?
"Si è vero, non ne potevo più. Avevo subìto due anni di battaglie da parte di Bauer. Lui era costretto a convocarmi perché avevo sempre i risultati migliori ma cercava, in ogni occasione, di mettermi nelle condizioni di fare male le gare per riuscire a farmi fuori. Volevo lasciare perché mi aveva privato del piacere che provo a fare questo lavoro. Questo piacere l'ho ritrovato solo quando lui è andato via e Magro ha preso la guida della nazionale.
Tra le altre cose, ricordo che Bauer cercava di impedirti di lavorare con il tuo maestro a Napoli.
"Questo era un altro dei motivi di scontro con lui, ma per me è fondamentale lavorare con Dino Meglio. E' un maestro che sa andare oltre la tecnica, per farti crescere anche dal punto di vista umano, è una figura importantissima nella mia vita..
Ho notato che anche i tuoi genitori seguono molto da vicino il tuo percorso e spesso vengono a vederti alle gare.
"Si, ma a volte ho il sospetto che vengano con me solo perché gli piace viaggiare.[Gioia ride]Per fortuna non sono molto attaccati ai risultati. Ovviamente sono orgogliosissimi dei miei successi, ma quello che più conta per loro è il fatto che lo sport mi abbia formato dal punto di vista umano.
Quali sono gli aspetti caratteriali che hai maggiormente sviluppato e che ti aiutano di più nella tua attività?
"Sicuramente la costanza e la determinazione: sono disposta a qualsiasi sforzo per arrivare dove voglio. Mi piace lavorare per obiettivi, ma per me è più importante il percorso del risultato. Questo l'ho scoperto crescendo. Quando volevo lasciare la scherma era perché, appunto, anche se arrivavano i risultati, io non riuscivo a godermi il percorso."
Cosa ti piace fare quando hai del tempo libero?
"Mi piace molto fare shopping, mi rilassa. Ma, soprattutto, adoro leggere e amo tutto quello che riguarda lo sport. Infatti, sono diplomata Isef e spero di continuare a lavorare in ambito sportivo quando avrò smesso l'attività agonistica."
Insomma, una vita per lo sport a 360 gradi... Chi è il tuo mito sportivo?
"Nella scherma lo sciabolatore russo Pozdniakov: mi piace il suo modo di affrontare le gare, la sua tecnica e il suo essere campione....solo non mi piace fisicamente. Negli altri sport ce ne sono tanti, ma ora mi viene in mente Nadal, perché ho appena assistito agli internazionali di Roma"
Tornando alla scherma, come affronterai il lavoro in questi due mesi prima delle Olimpiadi?
"Dal punto di vista medico non posso assolutamente sovraccaricare perché non posso rischiare che il piede si infiammi di nuovo. Tutta la mia preparazione sarà centrata unicamente su Pechino. Ci saranno altre gare prima, ma non sono di vitale importanza.
Non ti fa paura il fatto che, non avendo preso parte a tante gare, sei scesa nel ranking internazionale e che, quindi, avrai un numero di partenza basso nel tabellone delle Olimpiadi?
"No, non mi crea assolutamente problemi. Le Olimpiadi sono una gara talmente particolare che la posizione nel tabellone non compromette nulla. L'obiettivo delle prossime gare sarà solo quello di ritrovare le giuste sensazioni sull'arma e sulla pedana.
Bene, direi che ora possiamo anche concludere. Grazie della collaborazione.
"Grazie a te"

Irene di Transo





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